Ecco perché il carabiniere ucciso non ha sparato ai suoi assassini: spunta il motivo


“Perché non hanno sparato?”. Questa è la domanda che si stanno facendo tutti. Torniamo ancora sul caso che sta indignando tutta l’Italia: quello dell’uccisione del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega. C’è ancora poco da scoprire dopo che i due americani hanno confessato: sono stati loro ad uccidere con 11 coltellate, come confermato dall’autopsia, il carabiniere di Somma Vesuviana. Sin dai primi sviluppi delle indagini, però, le forze dell’ordine si sono trovate di fronte a numerosi punti poco chiari nella vicenda. E allora questo è il momento di analizzare e cercare di capire le dinamiche: tra tutte, in molti si chiedono come mai né la vittima né il collega, Andrea Varriale, abbiano estratto la pistola.

Tra i tanti dubbi sorti sulla vicenda del carabiniere ucciso a Roma, l’interrogativo che in molti si pongono è sul perché i due militari, una volta capita la gravità della situazione, non si siano difesi con le loro armi d’ordinanza. Qualcuno ha pensato che i due avessero sottovalutato il pericolo e si fossero recati all’appuntamento disarmati, ma non è così. (Continua dopo la foto)




Le armi erano esattamente al loro posto, ma la versione ufficiale dice che il tutto è successo talmente velocemente che i due non hanno avuto il tempo di reagire. Va però aggiunto, che, per legge, la pistola d’ordinanza deve essere usata solo in specifici casi stabiliti dal codice penale. Chi sgarra a suddette regole, va incontro a severe sanzioni, e potrebbe essere questo uno dei motivi per cui i due carabinieri, quella sera, non sono riusciti a difendersi. (Continua dopo la foto)





Mentre la camera ardente del vicebrigadiere è stata sommersa di persone, anche sconosciuti, che volevano mostrare la loro gratitudine, sul fronte investigativo il lavoro procede senza sosta. I punti da chiarire restano ancora tanti: cosa c’era nello zaino di Brugiatelli? Quali sono i reali rapporti di quest’ultimo con i carabinieri? Va poi chiarito il motivo per il quale l’uomo avrebbe parlato in un primo momento di due uomini di origine maghrebina anziché americana. (Continua dopo la foto)

 


Un paese sotto choc che ora cerca di affrontare l’ennesimo scandalo: la vicenda della benda sugli occhi su uno dei sospettati. Come in tutti i casi recenti, quasi tutti hanno tifato da una parte e dall’altra: chi a favore e chi contro la benda, ma nessuno si è chiesto cosa ci sia dietro veramente e se c’è qualche motivo dietro l’utilizzo di quel metodo considerato, a rapida riflessione, una negazione dei diritti civili. Ma ne siamo certi? La giustizia farà il suo corso a riguardo. E sono gli stessi carabinieri a chiedere delucidazioni a riguardo.

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