Daniele muore a 27 anni. Era il nipote del presidente della squadra di calcio


Ennesima tragedia sul lavoro: è morto un ragazzo di 27 anni, Daniele Della Bella. È successo a Olginate, in provincia di Lecco nella giornata di sabato. L’incidente mortale è avvenuto attorno a mezzogiorno nell’azienda di autotrasporto Battazza, di proprietà dello zio del 27enne, che è anche presidente onorario della società Calcio Lecco. Stando alle ricostruzioni, il giovane operaio stava scaricando un camion quando, per cause ancora in corso di accertamento, è caduto sbattendo violentemente la testa: ha riportato un trauma che gli è stato purtroppo fatale.

Immediati i soccorsi, inviati sul posto dopo la segnalazione all’Azienda regionale emergenza urgenza, arrivata pochi minuti prima delle 12. Sul posto, nella ditta di autotrasporti che si trova in via Don Amedeo Airoldi, sono intervenuti i carabinieri di Merate e il personale sanitario con un’ambulanza e un’automedica. (Continua dopo la foto)




Nonostante l’intervento dei soccorritori, per Daniele non c’è stato niente da fare. La dinamica dell’incidente ed eventuali responsabilità, in particolare il rispetto delle norme di sicurezza, devono ancora essere chiarite. Daniele Della Bella era originario di Lecco ed era residente in città, dove era molto conosciuto anche perché anni fa si era candidato a consigliere comunale. (Continua dopo la foto)



Il 27enne era un grande tifoso della squadra di calcio della sua città, la Calcio Lecco 1912, il cui presidente onorario, come detto, è lo zio, Angelo Battazza, proprietario anche dell’azienda di trasporti in cui sabato mattina è avvenuta la tragedia. La società in una nota ha inviato “le più sentite condoglianze alla famiglia e ai cari del nostro Presidente Onorario Angelo Battazza per la scomparsa prematura di suo nipote Daniele Della Bella”. (Continua dopo la foto)



 


Daniele “era orgoglioso di essere di Lecco: solare, entusiasta, non ti diceva mai di no – ricorda l’amico Giacomo Zamperini al sito Lecco Notizie – quattro anni fa, infatti, si era candidato non tanto per la passione politica ma perché era una persona che si lasciava coinvolgere volentieri”. “Tifosissimo della Calcio Lecco, era innamorato della sua città e spero che Lecco sappia onorare la sua memoria – ha proseguito – Era un grande lavoratore e, dopo alcune esperienze all’estero, aveva deciso di tornare a Lecco perché solamente qui si sentiva a casa”.

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