“Ciao Luciano”. Medico buono, sconfitto dal male a 55 anni: una vita per gli altri


Lutto nel mondo della medicina per la scomparsa di Luciano Mariani, morto domenica 5 maggio a Roma. A dare la drammatica notizia l’Ifo, dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, struttura nella quale Mariani era coordinatore della HPV Unit, insieme al virologo Aldo Venuti. Luciano Mariani è deceduto prematuramente, all’età di 55 anni, a causa di una malattia. La sua è stata una vita dedicata con amore e passione alla professione, in particolare, al vaccino contro il Papilloma Virus. Luciano Mariani era spinto dalla convinzione della necessità e importanza che sempre più persone, donne e uomini, dovessero vaccinarsi, illustrandone i risultati positivi per la prevenzione del tumore.

I suoi colleghi lo ricordano come un medico “di grande spessore umano e professionale” si legge in una nota del Regina Elena – San Gallicano. “L’Ifo perde un professionista serio e brillante, che lascia un vuoto ma anche una preziosa eredità allo studio e alla cura dell’Hpv – continua la nota – I dirigenti ed i colleghi tutti degli Istituti si stringono con profondo cordoglio al dolore di Patrizia e dei familiari”. Continua dopo la foto







“Abbiamo cominciato a lavorare insieme a fine anni ’80 – racconta Aldo Venuti, suo compagno nell’avventura dell’HPV unit a Repubblica – e abbiamo firmato tanti lavori insieme. Ma Luciano era soprattutto un amico, un amico a tutto tondo. Tanto lui era passionale e capace di slanci, tanto io sono riflessivo. Forse proprio per questo ci piacevamo, eravamo complementari. E io spesso intervenivo per ricucire situazioni che lui aveva affrontato forse un po’ troppo di petto”. Continua dopo la foto




E poi ancora: “Fu davvero antesignano per l’HPV e all’inizio era difficile convincere persino i ginecologi suoi colleghi dell’importanza del vaccino. Lui fu tra i primi a sposare l’idea che la vaccinazione fosse imposta a livello clinico, sfruttando la sua bravura nel comunicare”. Da qualche anno Luciano Mariani ai convegni, ma anche chiamando i giornalisti che conosceva, chiedeva di puntare sulla vaccinazione dei maschi. Continua dopo la foto


 


Perché non solo li proteggeva dai tumori (anali e oro-faringei), ma contribuiva a ridurre la diffusione del virus e quindi i contagi. Ne era talmente convinto che riuscì a convincere anche me. Fu più difficile far ragionare mio figlio, che non solo riteneva il vaccino “da femmine”, ma aveva e ha paura degli aghi. Luciano Mariani ci accolse in ambulatorio con un sorriso e rispose ad ogni strenuante obiezione (come faceva online con le pazienti che gli scrivevano che ora, ammette Venuti, si sentono orfane) e alla fine convinse mio figlio a farsi la prima dose, ma solo perché fece lui personalmente la puntura. “Perse” un sacco di tempo, ma lo faceva perché per lui era un ragazzo in più al sicuro. E chiese a mio figlio di dirlo ai suoi amici, e di non dimenticare le altre dosi.

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