“Addio Gabriel”. Cosa è successo durante il funerale del bimbo ucciso dalla mamma. In centinaia per l’ultimo saluto al piccolo di 2 anni


Il piccolo Gabriel Faroleto non è stato dimenticato dalla sua comunità. Una folla enorme di persone era presente al funerale del piccolo di due anni ucciso dalla madre Donatella Di Bona la scorsa settimana. Decine di palloncini bianchi nella piazza e altri di colore azzurro che formano il suo nome. Tanti i fiori, bianchi anch’essi, come quelli lasciati davanti casa di Gabriel, sotto il necrologio che annuncia i funerali: c’è chi ha lasciato dei bigliettini e chi ha portato un piccolo camion dei pompieri.

Quella di Gabriel è una vicenda che ha scosso l’Italia: la madre si trova attualmente in carcere, così come il padre, sospettato di aver partecipato all’uccisione del figlio. Il suo alibi, secondo quanto riportato dagli inquirenti, non sarebbe attendibile. Ed è stata proprio l’attuale compagna dell’uomo, in un’intervista a Pomeriggio Cinque, a far crollare la sua versione: “Ho conosciuto una ragazza, ma non l’ho conosciuta io, è lei che è venuta da me. Lei è rimasta incinta e me l’ha detto’”. (Continua dopo la foto)










“Quel giorno – continua – lui era qua, ma solo dalle 15 e 30 in poi. Non alle 14 come ha detto lui. La prima volta l’ho chiamato, era mezzogiorno e un quarto e lui mi ha detto che stava a Cassino. L’ho richiamato e non mi ha risposto. Poi l’ho richiamato di nuovo e mi ha risposto e ha detto che stava venendo. Nicola è arrivato alle 15 e 30 e ha subito mangiato, senza dire una parola. Lui mi ha chiesto di confermare il suo alibi, ma io non l’ho fatto, ho detto la verità. Per lui provo odio, gli direi: ‘Mi fai schifo’”. (Continua dopo la foto e il video)


Il piccolo Gabriel è stato ucciso il 17 aprile. In un primo momento la madre ha detto che sia lei sia il piccolo erano stati investiti da una macchina: nel suo racconto, però, c’erano elementi che non tornavano. E, dopo una notte di interrogatorio, ha confessato di essere stata lei a uccidere il figlio, strangolandolo. La donna è stata portata nel carcere di Rebibbia, dove è ancora reclusa. E, nei giorni scorsi, è stato arrestato anche il padre, che si è dichiarato estraneo alla vicenda. (Continua dopo la foto)

 


L’uomo ha detto con forza che se fosse stato presente avrebbe sicuramente fermato Donatella. La sua versione però non convince, sopratutto perché la compagna ha smentito il suo alibi. E, anzi, ha dichiarato che il convivente le avrebbe espressamente chiesto di dire che in quelle ore si trovava con lei. Nessuna sa ancora con certezza cosa sia capitato al piccolo di due anni, la comunità, tuttavia, è e resterà al suo fianco.

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