“Facciamo lo stupro, vieni”. Il regista italiano nei guai: 5 giovani attrici abusate


Pino Flamini, il regista romano di 69 anni accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di 5 ragazze –di cui 3 sono minorenni – finito ai domiciliari per ora non parla. Dal quadro accusatorio però emergono metodologie e tecniche che utilizzava per violentare le ragazze. La tattica era sempre la stessa: Pino Flamini reclutava le giovani attrici attraverso annunci online e queste, una volta arrivate nel suo seminterrato per il finto casting, venivano sottoposte al solito copione.

Con una telecamera puntata sulle vittime, l’uomo le faceva sedere sul divano dove diventavano protagoniste di filmati a luci rosse. La violenza veniva sempre celata dalla scusa di dover simulare un atto di stupro “previsto nel film”.
Come riporta il Quotidiano Nazionale, gli inquirenti nell’ufficio di Pino Flamini hanno trovato decine di video che ritraggono i falsi provini delle ragazze visibilmente terrorizzate. Il regista cercava prima di spogliarle e poi di abusare di loro. Alcune delle vittime sono riuscite a scappare, altre invece non sono riuscite a liberarsi dalla morsa del mostro. Continua dopo la foto




A mettere un punto fermo in questa vicenda di abusi è stata la denuncia di due collaboratori dell’uomo che hanno rivelato ai carabinieri la trappola con la quale il regista e produttore era solito adescare le ragazze. Pino Flamini a Roma è un personaggio molto conosciuto, non solo nelle vesti di regista ma anche in quanto presidente dell’associazione Amor e in qualità di organizzatore di eventi presso la casa discografica Kings. Continua dopo la foto



Infatti, si teme che le vittime non ancora note possano essere molte e che non abbiano sporto denuncia per la fama che precede l’uomo. Il caso di Pino Flamini è solo l’ultimo in ordine di tempo. Un anno e mezzo fa scoppiò la bomba sul produttore di Hollywood Harvey Weinstein. In seguito a queste accuse, molte altre personalità femminili dell’industria cinematografica accusano Weinstein di fatti simili. Continua dopo la foto



 


Weinstein smentisce di avere avuto delle relazioni sessuali non consenzienti. Poco dopo la mediatizzazione delle prime accuse, Weinstein viene licenziato dalla sua compagnia, la Weinstein Company, ed espulso dall’Academy of Motion Picture Arts and Sciences e da altre associazioni professionali. Delle indagini giudiziarie e delle denunce sono state avviate da sei donne a Los Angeles, New York, e Londra.

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