Litigano per un dolce, ucciso a 14 anni con un coltellata in volto


Brian Angel sognava di fare il calciatore. Era buono, il cuore grande, generoso ed estroverso. La sua vita si è interrotta all’improvviso per una banale lite con un compagno di scuola per colpa di un dolce. Aveva appena 14 anni Brian Angel. La storia della sua assurda morte viene da Houston, in Texas. A quanto raccontano i medi locali , Brian Angel era subito andato al minimarket “Shop N Go”, proprio di fronte alla Jane Long Academy, per fare la cosa più innocente del mondo: comprarsi dei dolci.

Davanti al negozio, però, è stato affrontato da un compagno di classe suo coetaneo con il quale è nata una piccola lite a proposito di un brownie: una banalissima discussione che ha assunto toni sempre più agitati e all’improvviso ha preso una piega imprevista e allucinante, quando il suo compagno ha estratto un coltello e glielo ha infilato in un occhio per poi fuggire, lasciandosi alle spalle le urla disperate di Brian Angel che sanguinava copiosamente e si contorceva dal dolore. Continua dopo la foto




Brian Angel è stato portato al Memorial Hermann Hospital dove per due giorni i medici hanno tentato di tutto per salvarlo. Venerdì è morto per la gravità della ferite riportate, ma fino all’ultimo, prima di arrendersi per sempre, ha pensato agli altri prima che a se stesso, tentando di incoraggiare i parenti e dicendo loro di non preoccuparsi perché sarebbe andato tutto bene. Continua dopo la foto



Subito dopo la sua morte, la polizia è andata a casa dell’aggressore di Brian Angel e lo ha arrestato con l’accusa di omicidio: trattandosi di un minorenne la sua identità non è stata comunicata. Domenica sera centinaia di persone, tra cui gli studenti e i docenti della Jane Long Academy, hanno partecipato a una veglia a lume di candela per piangere la morte di Brian Angel. Il preside della scuola, Kerri Wittpenn, ha raccontato ai partecipanti di aver appreso della tragedia mentre usciva dallo studio di un pediatra dopo una visita a suo figlio appena nato. Continua dopo la foto



 


“Mi sono seduto e ho pianto – ha detto – cercando di capire perché uno dei nostri studenti non è tornato a casa sano e salvo e come un genitore possa affrontare la morte di un figlio. Continuavo a pensare quanto fosse ingiusto tutto ciò: non capisco perché sia accaduta questa tragedia, e ho tante domande da fare a Dio, ma ancora non riesco a trovare una sola risposta”. Quelle stesse domande che l’intera comunità dovrà continuare a porsi per capire quali tensioni possano nascondersi tra tanti adolescenti, tali da trasformare uno di loro in un killer che ha spazzato via per sempre i sogni di Brian Angel.

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