Cristiana Capecchi, morta a 28 anni per una crisi respiratoria


Lutto per la prematura scomparsa di Cristiana Capecchi, 28 anni, giovane di Pistoia che domenica è morta a causa di una crisi respiratoria. Come riporta il quotidiano “La Nazione”, la ventottenne era arrivata al pronto soccorso del San Jacopo in codice rosso domenica sera per una crisi respiratoria, ma è deceduta dopo gli inutili tentativi di rianimazione dei medici. Sulla causa della sua morte ci sono ancora tanti dubbi, tanto che la stessa azienda sanitaria ha chiesto il riscontro autoptico.

Un dolore infinito per la famiglia, i tantissimi amici e la comunità dei volontari con cui lavorava Cristiana Capecchi. La giovane, secondo quanto riportato da chi la conosceva, non stava bene da qualche tempo ma nulla che facesse pensare a qualcosa di preoccupante. Domenica sera ha iniziato ad accusare problemi respiratori così la famiglia ha chiamato il 118 che ha inviato subito l’ambulanza a casa. Arrivati sul posto la situazione è subito apparsa grave. La giovane non respirava bene tanto che si è resa necessaria l’intubazione, ma poco dopo per lei non c’è stato niente da fare. (Continua a leggere dopo la foto)




Tanti i messaggi di cordoglio apparsi sui social network condivisi da amici e parenti. “Cristiana, ci hai lasciati nel pieno della. Disperazione. Proteggi i tuoi cari …piccola…grande dolcissima donna, che la terra ti sia lieve”, si legge. Laureata in lingue, letterature studi interculturali all’Università di Firenze, Cristiana era impegnata nel volontariato, in particolare con la portoghese Casa da Juventude de Amarante. Gli amici hanno creato una mail (Cris.In.Our.Hearts@gmail.com) dove tutti coloro che hanno conosciuto la giovane possono lasciare i loro ricordi, che poi saranno girati ai familiari. Nel sito di volontariato ”YouNet” si può leggere il grande lavoro di volontariato svolto dalla giovane. (Continua a leggere dopo la foto)



“Tra le tante attività che ho fatto durante il mio SVE, – ha scritto Cristiana – ho avuto l’opportunità di lavorare con due giovani rifugiati eritrei, Johwanes e Michael. Hanno partecipato al corso di grammatica inglese per principianti, che offrivo qui nella Casa da Juventude di Amarante, per una durata di circa due mesi. Una volta terminato, ho deciso di proseguire per un altro mese, solo con loro, dato che la comunicazione era ancora difficile poiché il loro inglese era ancora molto elementare. Abbiamo passato il mese a preparare il workshop, i ragazzi mi hanno raccontato le loro storie, come sono arrivati dall’Eritrea al Portogallo, le difficoltà e i pericoli che hanno dovuto affrontare, abbiamo riunito tutto questo in una specie di articolo che hanno potuto leggere durante l’incontro”. (Continua a leggere dopo la foto)



 


“Il mio ‘compito’ durante il workshop, – si legge ancora sul sito – è stato quello di contestualizzare le loro storie, ho raccontato perché molti eritrei fuggono dal loro paese, spiegando la situazione politica, il servizio militare obbligatorio e infinito, la povertà, la censura, l’isolamento di questo paese nei confronti del mondo. Questo workshop è una delle mie soddisfazioni più grandi del mio SVE e, se ne avrò la possibilità, vorrei continuare a lavorare con rifugiati”.

17 anni, muore in un incidente in montagna. Era con papà Christian, ferito grave