Rovigo. Minaccia il suicidio, passanti lo insultano. “Buttati, così torniamo a casa”


Momenti di grande paura a Rovigo, dove un uomo, un 38 enne, residente a Solesino, minacciava di togliersi la vita buttandosi nell’Adige. Il ponte di Boara è rimasto chiuso dalle 17 alle 18,40. Le forze dell’ordine sono state allertate attorno alle 16,30 quando l’uomo, cittadino albanese, scavalcata la balaustra all’altezza del centro del fiume, è rimasto lì con le punte dei piedi nel vuoto.

Le forze dell’ordine hanno cercato di dissuadere l’uomo dall’intento di suicidarsi e dopo una lunghissima discussione i carabinieri e la polizia sono riusciti a convincere l’uomo a tornare a scavalcare il guard rail e a mettersi in salvo. Lunghe code si erano formate sulla Statale 16 in entrambi i lati, quello rodigino e quello padovano e solo dopo la messa in sicurezza del trentottenne la automobili che si erano incolonnate sono potute ripartire. (Continua a leggere dopo la foto)




Sul posto il pubblico ministero di turno alla procura della Repubblica, Daniela Randolo, che ha parlato con il protagonista di questa vicenda e con i suoi due fratelli. I problemi del 38enne albanese sarebbero legati al rapporto con la moglie, che avrebbe deciso di non fargli più vedere i loro due figli dopo la separazione. Secondo quanto riporta La voce di Rovigo, alcuni automobilisti incolonnati nel traffico hanno iniziato ad insultare l’uomo, intimandogli di non perdere tempo e di ammazzarsi. (Continua a leggere dopo la foto)



”Buttati pagliaccio, buttati”, sono state le urla di un uomo. ”Stai bloccando tutto il traffico”. E ancora: ”Buttati, hai rotto”. ”Buttati, così possiamo passare”. Frasi agghiaccianti, scrive il quotidiano, urlate mentre le forze dell’ordine e una psicologa cercavano di dissuaderlo dal suo insano gesto. Scene vergognose, riprese però dalla polizia scientifica che ora sta cercando i volti e i nomi di quelle persone che istigavano il 38enne a suicidarsi. (Continua a leggere dopo la foto)



 


“E resta una domanda di fronte alla quale prima o poi bisognerà interrogarsi: – si legge La Voce di Rovigo – perché ci sono persone in tutto e per tutto normali, che magari stavano tornando a casa dal lavoro o stavano andando a giocare a calcetto con gli amici, che hanno reazioni di questo tipo? Reazioni in prima persona, non solo sui social, dove si sono scatenati i sentimenti più cinici. Reazioni di fronte a tutti. Beh, prima o poi qualche domanda su questo bisognerà porsela”.

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