Travolto e ucciso sul colpo: il dramma sotto gli occhi di tutti


Un uomo ha perso la vita a Gragnano, falciato da un’auto in corsa mentre percorreva via Quarantola. Non è ancora chiara la dinamica che ha portato alla tragedia. Secondo una primissima ricostruzione non ancora confermata, a colpire l’uomo violentemente sarebbe stata una vettura guidata da una donna di 30 anni, attualmente indagata a piede libero, che avrebbe perso il controllo del mezzo a causa dell’asfalto reso scivoloso dalla pioggia. Ancora ignote le generalità della vittima. Dalle prime informazioni trapelate, si tratterebbe di un anziano sembra, residente a Gragnano. Il tratto di strada teatro della tragedia è noto per essere stretto, a doppio senso di circolazione, e privo di marciapiedi.

Dopo l’impatto, sono giunti immediatamente i soccorsi ma i medici, dopo la folle corsa in ospedale, non hanno potuto fare altro che constatare la morte della vittima. I carabinieri della stazione di Gragnano sono ora a lavoro per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente. La Procura di Torre Annunziata ha disposto il sequestro della salma per l’esame autoptico. (Continua dopo la foto)




I fatti di Gragnano riportano tragicamente alla mente quelli alcune settimane fa nei pressi di Padova. A perdere la vita in circostanze analoghe era stato Lino Scarso di 86 anni. Lino era uscito, come ogni mattina, per il suo giro di commissioni quotidiane: un caffè al bar, la sosta al panificio, poi di nuovo a casa dalla moglie Ines con cui condivide un’abitazione a poche decine di metri. Un tragitto che aveva fatto centinaia di volte, da una sponda all’altra del canale. (Continua dopo la foto)



Non si era reso conto, mentre attraversava la strada, che da Taggì arrivava l’automobile condotta da un 32enne di Villafranca diretto a Padova. L’ambulanza aveva stabilizzato e intubato l’86enne, trasportandolo in massima urgenza all’ospedale. Una corsa contro il tempo, ma le condizioni di Lino erano apparse subito gravissime. (Continua dopo la foto)



 


Con diverse fratture al bacino, al femore e alla testa oltre a importanti emorragie, i medici avevano tentato il possibile per salvarlo. «Almeno mia madre ha potuto dargli un ultimo saluto» racconta la figlia Meri. Lino era infatti spirato dopo un giorno di agonia. I fatti di Gragnano conferma il triste primato dei pedoni, la categoria maggiore a pagare il contributo di sangue sulle strade italiane.

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