Salvatore, 69 anni, muore in ambulatorio. La tragedia davanti agli occhi di una sua paziente


Fra pochi mesi sarebbe andato in pensione e se la sarebbe goduta nella sua Puglia, ma Salvatore Baglivo, medico e omeopata di 69 anni, non ha fatto in tempo. Mancava poco al traguardo tanto sognato, solo pochi mesi. Sarebbe successo a maggio del prossimo anno, come scrive il quotidiano Trentino. Ma il destino per lui ha deciso diversamente: Salvatore è morto improvvisamente nel primo pomeriggio di venerdì 21 dicembre, a pochissimo da Natale.

Baglivo, che come detto era pugliese di origine ma arcense di adozione, ha avuto un malore in ambulatorio. Mancavano pochi minuti alle 13 quando il dottore, che aveva appena accolto una paziente nel suo studio, a S. Alessandro a Riva, si è accasciato a terra, privo di sensi, di fronte alla donna che era appena entrata. È stata lei a chiamare immediatamente il numero unico 112 e ha anche tentato una prima manovra di rianimazione, in attesa che arrivassero i soccorritori. (Continua dopo la foto)




Il personale sanitario è arrivato in breve tempo con l’ambulanza di Trentino Emergenza, poco dopo raggiunta dal medico rianimatore, trasportato a Riva con l’elicottero, atterrato al campo della Benacense con il supporto dei vigili del fuoco volontari del posto, scrive ancora il quotidiano. I tentativi di salvare il 69enne, però, si sono rivelati vani. Il medico ha potuto solo constatare il decesso del collega, probabilmente stroncato da un infarto. Sul posto anche i carabinieri. (Continua dopo la foto)



Salvatore Baglivo lascia la moglie e due figlie, Nora e Sofia. Come ricostruisce ancora il quotidiano online di Trento, era era arrivato nella Busa circa 20 anni fa. Nato a Galatone, Lecce, il 2 giugno del 1949, si era laureato in medicina a Perugia nel 1988 e due anni dopo ha iniziato a svolgere la professione come guardia medica, prima in val di Ledro, poi nella sede di Riva del Garda. (Continua dopo la foto)



 


Era medico fiscale per il Distretto centro-sud Alto Garda e Ledro ed esercitava anche come libero professionista. Era un medico omeopata molto apprezzato tra i colleghi. “Salvatore era una persona onesta, aveva una buona parola per tutti e a tutti dispensava sempre un sorriso – ricordano gli amici – in silenzio aiutava le persone che non potevano permettersi le cure. Se n’è andato facendo ciò che amava”.

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