Terremoto, l’Italia non smette di tremare: paura e gente in strada


Una scossa di terremoto è stata registrata e avvertita nella Sicilia settentrionale, nel palermitano. Stando ai dati giunti dall‘INGV il sisma ha raggiunto la magnitudo 3.0 sulla scala richter, con ipocentro fissato a soli 7.5 km di profondità è stata registrata ieri 12 dicembre 2018, esattamente alle 21.50.

Epicentro localizzato esattamente sul lato orientale del parco nazionale delle Madonie, nella zona di Gangi (PA). Il sisma è stato ben avvertito con tremori e boati durati pochissimi istanti nell’area epicentrale, specie tra Gangi, Petralia Soprana, Geraci Siculo, Petralia Sottana e Bompietro. Sisma percepito lievemente anche a Nicosia. Non ci sono danni a cose o persone anche se molte persone sono scese in strada. La Sicilia non è nuova a eventi sismici. I più forti di tutta la regione e dell’intero territorio italiano sono avvenuti nella parte orientale dell’isola. (Continua dopo la foto)




Quì si sono verificati gli eventi sismici del 1169 e 1693, con epicentro lungo la fascia costiera tra Siracusa e Catania, che hanno provocato distruzioni nell’area iblea e nel catanese, e quello del 1908, con epicentro nello Stretto di Messina, che ha provocato ampie devastazioni nella Sicilia nord-orientale e nella Calabria meridionale. In entrambe le aree si sviluppano importanti sistemi di faglie attive capaci di generare terremoti di MAGNITUDO SUPERIORE A 7 che fortunatamente avvengono raramente, cioè con periodi di ritorno di alcune centinaia di anni. (Continua dopo la foto)



Un violentissimo terremoto si verificò nella zona dello Stretto di Messina il 28 dicembre del 1908 causando la distruzione totale di Reggio Calabria e devastazioni gravissime a Messina e località limitrofe. Crolli e danni molto gravi si verificarono anche nei centri dei Peloritani e del versante settentrionale dell’Etna, mentre furono più leggeri negli Iblei ed in Sicilia centrale. Le vittime furono 80.000, di cui 60.000 nel solo capoluogo peloritano. (Continua dopo la foto)



 


Variazioni della linea di costa furono osservate nell’area dello stretto ed alte onde di maremoto (tsunami) si abbatterono sulla costa tra Messina e Taormina provocando ulteriori distruzioni e vittime (circa 2.000). In due riprese, il 9 e 11 gennaio (di magnitudo rispettivamente 6.0 e 7.1), il terremoto colpì un territorio vastissimo della Sicilia. Gli effetti furono catastrofici in circa 40 località della Val di Noto.

I danni si estesero sino a Palermo, alla Calabria meridionale ed a Malta; la scossa principale fu fortemente avvertita anche a Trapani, in Calabria settentrionale ed in Tunisia. Catania fu totalmente distrutta, così come la maggior parte delle località del versante orientale dell’Etna e degli Iblei; Siracusa e Ragusa ebbero gravissimi danni.

Le vittime del terremoto furono circa 60.000, di cui 12.000 solo a Catania. Molte località furono ricostruite in sito diverso. Ci furono forti sconvolgimenti del suolo in un’area molto vasta e si osservarono effetti di maremoto (onde di tsunami) su tutta la costa orientale dell’isola tra Messina a Siracusa. Il periodo sismico si protrasse per 2 anni.

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